“Vacanze a Ufo”

2 aprile 2009

Direi che miglior inizio non ci possa essere.

Si tratta di una delle prime e riuscitissime azioni di guerriglia realizzate in Italia.

La campagna pubblicitaria, ideata dalla Regione Emilia Romagna per la promozione del turismo in riviera per l’este del 2001, aveva come immagine una flotta di dischi volanti che avvista l’Emilia Romagna. Lo slogan era “Vacanze a Ufo” e il sottotitolo “Siamo in grado di accogliere qualsiasi tipo di turista”

Per dare maggiore rilievo e rilanciare questa campagna il Comune di Riccione decise di realizzare una serie di eventi ed azioni comunicative (dalla festa dal sapore alieno, alla mappa della città per extraterrestri fino a gadget e pieghevoli) raccolte dal claim “Riccione: Ultimo pianeta della Terra”. La realiazzazione degli eventi seguiva un calendario basato su un preciso concept narrativo: arrivo dell’alieno, orientamento sul pianeta, contatto con i suoi abitanti e socializzazione.

Proprio nel concretizzare l’arrivo dell’alieno il guerriglia marketing.it (prima organizzazione italiana che si occupa di guerriglia marketing) diede vita ad un falso evento che ancora oggi è menzionato nel marketing italiano. Misero in scena un falso atterraggio Ufo nei pressi dell’Aquafan.

L’azione si svolse in quattro fasi:

1. Realizzazione delle tracce: nella notte tra il 25 e il 26 Luglio furono realizzati tre cerchi di circa due metri di diametro tracciati con un particolare acido che garantiva una alta visibilità

2. Lancio dell’allarme: a dare l’allarme fu il custode del parco, ovviamente complice dell’azione. Successivamente l’ufficio stampa dell’Aquafan rilanciò la notizia grazie alla presenza nel parco in quei giorni degli speaker di Radio Deejay. L’ufficialità dell’ “extra-evento” fu sancita con la recinzione della zona da parte dei carabinieri.

3. Pilotaggio dei media: la notizia in poco tempo si diffuse in tutte le redazioni dei quotidiani locali e fu prontamente indirizzata sulla pista ufologica. Non fu creato un eccessivo allarmismo al fine di evitare l’effetto boomerang in fase di rivendicazione. Per dare veridicità alla notizia furono per di più rilasciate interviste da esperti ufologi e testimoni “complici”.

4. Rivelazione: la beffa fu svelata il giorno successivo attraverso una conferenza stampa che, oltre a rivelare la beffa, presentava l’iniziativa “Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra”

L’obiettivo fu pienamente raggiunto: ottenere la massima visibilità sulla stampa locale e nazionale e rafforzare al contempo l’immagine di un comune giovane, attivo e propenso alla sperimentazione.


Definizione convenzionale del non-convenzionale

2 aprile 2009

GUERRIGLIA MARKETING

Come la maggior parte della terminologia del marketing ha radici in ambito politico-militare.

Guerriglia: tattica di lotta armata condotta da piccole formazioni irregolari contro un esercito regolare, che si sviluppa con attacchi brevi e improvvisi.

Mao Tse Tung, esperto di questa forma di guerra, parlava della guerriglia come “l’arte di fiaccare il nemico con mille piccole punture di spillo”. Altra sua affermazioni ” Se il nemico avanza, ritirati, se il nemico si ferma, disturbalo,se il nemico è stanco, attaccalo, se il nemico si ritira, inseguilo”

Il primo a parlare di guerriglia applicata al marketing fu Jay Conrad Levinson nel 1982. Questa la sua definizione “insieme di attività miranti a raggiungere obiettivi convenzionali, come ad esmpio i volumi di vendita, la profittabilità, il successo, reallizate con metodi non convenzionali, investendo energie anzichè denaro”

“Il Marketing di Guerriglia è l’arte di ottenere il massimo dei risultati con il minimo degli investimeti, e come nella guerriglia non si hanno tante regole da risettare perchè l’obiettivo e l’azione vengono prima di tutto. Il marketing di Guerriglia sa di non potersi permettere di chiedere il permesso prima di iniziare a parlare con un possibile cliente (permission marketing) perchè i carri armati degli eserciti regolari sono dietro l’angolo e, se perdi troppo tempo nei preliminari, quelli iniziano a fare fuoco a cannonate. Il marketing di guerriglia conosce i  meccanismi memetici di diffusione delle informazioni (viral marketing) e ne tiene conto nella costruzione delle notizie, ma conosce anche il ruolo centrale che in questo processo ancora giocano i mezzi di comunicazione tradizionali. (Andrea Natella http://www.guerrigliamarketing.it/)

Anche io blogger…

2 aprile 2009

Eccomi qua, seduta davanti al pc pronta a pubblicare il mio primo post e ad iniziare questa avventura nella blogosfera…

Innanzitutto è doverosa una presentazione. Sono Marina Costabile ho 22 anni e sono al terzo anno del corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria della facoltà di Sociologia dell’Università “Carlo Bo” di Urbino.

In questo percorso cercherò di segnalare alcune delle azioni più esemplari di quella forma di marketing che va sotto il nome di “Guerrilla Marketing”. Azioni che nella loro semplicità sono assolutamente geniali!

Perchè guerrillero? Semplice. Il nuovo pubblicitario non convenzionale deve essere un guerrillero. Essere imprevedibile. Deve saper cogliere il momento adatto per venire allo scoperto e attaccare quando gli altri dormono. E’ necessario che conosca e presidi il campo d’azione così da sfruttare a proprio vantaggio i punti di forza ed evitare quelli deboli. Deve saper ottenere grandi risultati con pochi mezzi. E’ in grado di stravolgere l’ordine precostituito creando forte stupore in coloro che inconsapevolmente assistono e subiscono un attacco.