“Kenwood, can’t stop me!”

8 aprile 2009

Inizierò con voi una piccola rassegna di alcune delle azioni più esemplari di “un gruppo di militanti della comunicazione pubblicitaria avanzata che utilizza esclusivamente tecniche di marketing non convenzionale”. Sto parlando di G-Com (Guerriglia Comunication), un gruppo di Bologna che dal 2004 fa notizia per i suoi attacchi di guerriglia.

Una delle prima azioni fu quella che interessò la città di Milano nel 2006.Il claim della campagna era “Kenwood, can’t stop me!”.

Si trattò della promozioni di un impianto stereo Kenwood. Quale miglior dimostrazione delle caratteristiche di uno stero, quali la robustezza, qualità audio, potenza e tecnologia se non inserirlo in una situzione concreta al quanto assurda? Di fatto la G-Com pensò bene di installare uno stereo Kenwood che continuava a riprodurre musica in un’ auto bruciata.

Dal sito di G-Com “Un prodotto così, abbiamo pensato lo potremmo trovare anche su un’auto distrutta, fatta a pezzi o…carbonizzata.
Così abbiamo bruciato completamente  un’Audi 80, l’abbiamo ripulita e ci abbiamo montato il sistema audio Kenwood oggetto della promozione, alimentabile grazie ad un generatore di corrente. Poi abbiamo portato in giro per l’Italia l’installazione, aggiungendovi un pò di fumo artificiale e due ragazze in abiti bruciati nelle vicinanze, intente a distribuire sticker/schede prodotto dal claim “Can’t stop me”.

“ho visto nell’installazione di Kenwood una simbologia della musica che vince su tutto, perfino sulla morte che sopraggiunge per l’auto, che comunque, in nome delle note si rifiuta di spegnersi del tutto e continua a pulsare energia“.

Questo è uno dei tanti commenti che il gruppo raccolse durante l’azione. Senza dubbio esprime in pieno quello che era il messagio da comunicare. Possiamo concludere dicendo che la G-Com ha colto nel segno!

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Petal Veil: il guru del “Minimal Beauty”

8 aprile 2009

Due mesi, luglio ed agosto. In soli due mesi è riuscito a diffondere la filosofia della bellezza minimal- “Minimal Beauty“, della cura del sè attraverso i piccoli gesti quotidiani  . Di chi sto parlando? Petal Veil. Un guru dal grande carisma che durante l’estate del 2007 si è fatto conoscere per il suo approccio alla vita, per il Veil-pensiero, per la sua più popolare affermazione “Tutto comincia dalla cura del sè” e il suo saluto”namastè” dal profumo orientale . Il successo della sua filosofia minimal fu favorita dalla creazione di un sito a lui dedicato.

Si parlò di Petal Veil e della sua filosia nelle pagine delle maggiori testate giornalistiche, nacquero innumerevoli blog a suo nome, e-bay si popolò di foto autografate  e di kit di bellezza minimal. Inoltre si diffusero alcuni video delle sue terapie, ecco un esempio:

Il picco di successo lo ebbe grazie al suo “Care tour”, un tour che ha toccato 9 località italiane. Il suo motorhome lungo 12 metri ha ospitato circa 5000 ragazze  che gratuitamente hanno beneficiato di trattamenti di bellezza e dell’innovativo approccio al benessere e alla cura del corpo. Motivo ulteriore di attrazione fu la possibilità di partecipare a un casting per interpretare un film. Il guru era in cerca della protagonista del film da lui prodotto, una donna che incarnasse i principi e i valori della sua filosofia.

Alla fine del suo tour, in occasione del MTV Day, Petal Veil tornò in Italia e confessò la sua vera identità: attore italiano. Un falso guru, un personaggio finzionale ideato dall’agenzia K-events per la Lines nell’ambito del progetto Careworld. Era tutto un’ingegnosa messa in scena, un’astutissima strategia di marketing. Lo scopo principale era dare ascolto a migliaia di ragazze e diffondere i valori della cura del corpo, cogliere i bisogni e i desideri delle consumatrici entrando in contatto con il loro mondo. Petal Veil, nome che poteva sembrare alquanto particolare, ora risulta di immediata compresione. Infatti è la sintesi dei brand della lines Petalo Blu e Lines Velo.

Petal Veil non è solamente una farsa, un personaggio di fantasia, è uno strumento di dialogo tra la marca e le consumatrici, un testimonial di nuova generazione dal carattere olistico, una sintesi perfetta dei valori della marca.

Il Marketing Team Lines (realizzatore del progetto) dice: “Petal Veil è un archetipo che Lines ha voluto creare per offrire alle sue consumatrici, senza far riferimento diretto al brand, dei valori oggi trascurati: quelli di un benessere che parte dalla cura dei dettagli e dei piccoli gesti quotidiani, piuttosto che dalla ricerca di un corpo perfetto. con Petal Veil, inoltre, Lines ha inagurato un’inedita sperimentazione che si pone l’obiettivo di esplorare nuovi territori della comunicazione e riaffermare, in chiave innovativa, la sua vocazione all’ascolto delle donne”

Ora l’obiezione sorge spontanea. Il bersaglio è stato colto in pieno. La Lines attraverso questa azione è riuscita a carpire i bisogni delle consumatrici, a dare ascolto alle loro esigenze, ma non è stata fin troppo invasiva? Al posto di quelle ragazze non vi sareste sentiti presi in giro? Scoperto l'”inganno” la fiducia verso la marca non verrebbe messa in dubbio? A voi l’ardua sentenza…