Amnesty International: pranzo da galeotto

22 maggio 2009

Ieri ho parlato dell’operazione promozionale realizzata per alcuni documentari in onda sul canale National Geographic.

Quella che vi mostro oggi è un’operazione che ha utilizzato la stessa modalità per una stessa problematica.

A realizzarla è l’agenzia Hype, ad averla commissionata è Amnesty International. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione e di denuncia per la condizione di detenzione dei prigionieri in Myanmar, Birmania.

Poiché molti dei detenuti sono studenti ingiustamente imprigionati, la campagna ha avuto luogo nelle mense per studenti.

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Fonte: Osocio


Shopping Bag non convenzionali

21 maggio 2009

Da oggetto funzionale per facilitare il trasporto dei beni acquistati è divenuto con il tempo uno strumento di personalizzazione e di differenziazione dalla concorrenza. Di cosa sto parlando? Della shopping bag.

Se originale e di forte impatto visivo, può divenire un elemento di rafforzamento dell’immagine del brand. Ed è soprattutto grazie all’unconventional che assume sempre nuovi ed inaspettati significati.

Dalla Francia ci proviene questa originale shopper ideata dall’agenzia Ogilvy.

Tom of Finland, popolare icona gay, era un artista finlandese noto per le sue illustrazioni omoerotiche e la sua linea di profumi. Ogni qual volta si acquista una sua creazione la si riceve in questo “malizioso” sacchetto di carta. I chiari riferimenti erotici sono perfettamente in linea con l’attività svolta dall’artista e con le sue opere.

Questo sacchetto è la dimostrazione che anche un semplice sacchetto, se ben progettato, comunica l’identità di un brand.


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Solitamente, quando ritengo appropriato, richiamo operazione del passato, ed è per questo che vi propongo questa interessante raccolta di shopping bag  trovata su Slideshare.

Non ci sono approfondimenti, quindi, nel caso vogliate sapere di più, non esitate a chiedere. 😉



National Geographic Channel: pranzo da galeotto

21 maggio 2009

Sul National Geographic Channel sono andati in onda  una serie di documentari shock che raccontano cosa accade ogni giorno nei peggiori carceri Americani e il deplorevole trattamento subito dai prigionieri.

La campagna promozionale è avvenuta nelle mense parigine. Protagoniste le tovagliette di carta dei vassoi raffiguranti il disgustoso pasto preparato per i detenuti.

L’agenzia ideatrice è la H Paris.

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Fonte: Adsoftheworld


Effetto Axe

20 maggio 2009

Ultima operazione per Axe e il suo irresistibile “effetto”.

La creatività dell’agenzia When Gee di Seoul si è sbizzarrita nel trasformare la facciata di un dormitorio per studentesse nella pagina di un enorme calendario. In ogni finestra è rappresentata una donna differente.

Il concept credo sia immediato: l’uomo che utilizza Axe può avere una donna diversa ogni giorno.

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Fonte: Adsoftheworld

Come detto, questa è solo l’ultima in ordine cronologico.

In passato Axe ha realizzato delle campagne straordinarie. In molte è innegabile l’esplicito riferimento alla sfera sessuale ed erotica e, bisogna ammetterlo, a volte sconfinate nel cattivo gusto.

Cosa dite ne rivediamo alcune?

Partiamo da questa campagna di stickering.

I cartelli dell’uscita di sicurezza e di un bagno pubblico, grazie ad un semplice adesivo, si trasformano nel supporto della campagna del deodorante dalle “attrattive” caratteristiche.

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Ancora uno sticker. Questa volta si mostrano gli “effetti collaterali” dell’uso di Axe.

Agenzia BBH, Singapore.

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Un direct tanto semplice quanto efficace.

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I bagni pubblici sono una location spesso utilizzata per operazioni non convenzionali.

Agenzia Brandcom, Emirati Arabi.

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Agenzia Lowe Ginkgo, Uruguay.

Questi adesivi sono stati collocati nei bagni maschili delle principali discoteche di Montevideo, Uruguay.

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Un risultato certo. Axe Shower Gel + acqua = tante donne.

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Con il tocco di creatività di Axe anche dei banali asciugamani assumono nuovo significato.

Agenzia: Lowe Mena, Dubai.

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Galleria di Sao Paulo, Brasile.

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Un tappetino per il mouse firmato Axe.

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Ultima, ma non in importanza ed eccezionalità, anzi, è l’operazione di ambush marketing o marketing d’imboscata.

L’ambush marketing è una tecnica di guerriglia marketing che consiste nell’infiltrare elementi di una comunicazione pubblicitaria di un determinato brand all’interno di un evento già sponsorizzato da altre aziende.

Questa tecnica è stata messa in pratica durante una maratona femminile.  A 100 metri dalla partenza, un uomo con una t-shirt nera firmata Axe attraversa le transenne e dopo essersi spruzzato il deodorante, incomincia a correre.

Effetto visivo assicurato: 6000 donne inseguono un uomo attirate dall’effetto Axe.

Agenzia Uncle Grey, Aarhus  Danimarca.

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Per saperne di più e scoprire altre campagne visitate questo blog interamente dedicato all’ Axe Effect: Axeads


DHL Express: consegna diretta

14 maggio 2009

DHL Express è leader nei servizi di corriere espresso.

Per comunicare la supervelocità delle consegne provenienti dall’Asia la parte inferiore delle scatole si “estende” . Con l’aggiunta di un particolare fondo la scatola si trasforma in un lungo tunnel alla fine del quale c’è una persona che consegna qualcosa.

Il testo dice: Il modo più veloce per Hong Kong / Shanghai / Pechino. Date un’occhiata a www.dhl.nl per vedere i nostri prezzi.

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Fonte: Karen.t


Sundown Solar Protection: reazione sotto il sole

8 maggio 2009

L’estate è alle porte e le promozione di prodotti solari protettivi e abbronzanti incominciano a proliferare. Non credo che sfogliando le vostre riviste abbiate trovato un inserto così particolare e “reattivo”.

Le istruzioni sono semplici: esporre al sole ed aspettare. La reazione è immediata. La ragazza ottiene un’abbronzatura dorata mentre il ragazzo accanto si ustiona. La discriminate è che uno dei due ha utilizzato Sundown Solar Protection. Facile capire chi ha usato il prodotto. 🙂

Simpatica vero?

Prima:

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Dopo:

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Fonte: Ibelieveinadv


Wonderbra questa volta colpisce davvero

29 aprile 2009

Wonderbra è il noto marchio di reggiseni che sostengono ed esaltano il decoltè. Grazie al loro sistema push-up sono conosciuti come i “reggiseni delle meraviglie”,  inutile spiegare il perchè. 😉

Molte volte il brand è ricorso al non convenzionale per promuovere e far conoscere i benefici del proprio prodotto. Sicuramente ogni volta è riuscita a colpire e a sorprendere il consumatore.

Forse, alcune realizzazioni non sono di immediata comprensione, ma è proprio stuzzicando la riflessione che il brand riesce a  stimolare il ricordo.

Prima di mostrarvi l’ultima azione della Wonderbra, ve ne ricordo alcune del passato del tutto meritevoli.

Una rivista:

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Billboard:

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Fermata del bus:

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Fermata della Metropolitana, linea di sicurezza:

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Con l’ultima operazione Wonderbra sbarca sulla rete con un virale.

Il video “Chi ha colpito questi due ragazzi?” è stato caricato su youtube tre giorni fa, eccolo:

Per scoprire il mistero basta visitare il nuovo sito .

L’obiettivo dell’operazione è pubblicizzare la promozione “Fai colpo due volte” e il concorso Miss Wonderbra Button.

Rimanendo in tema di intimo e di virali, è  impossibile non mostrarvi quelli ideati dalla Lovable.

A supporto della campagna pubblicitaria dal claim “Adorabile/Desiderabile/Lovable” , Lovable ha lanciato online il progetto lovableandyou.it. Il video contest prevedeva la realizzazione da parte degli utenti di un video in cui spiegassero quando si sentono desiderabili e cosa per loro è adorabile. Per la stessa campagna sono stati diffusi in rete questi due video.

Buona visione:

Gennaio 2009

Febbraio 2009, festa di San Valentino.


Magari fosse così semplice…

29 aprile 2009

Di business card originali e simpatiche ultimamente se ne vedono di tutti i tipi.

Questa volta è la Leo Burnett di Dubai a idearne una davvero molto divertente. Per promuovere un programma di formazione personale del fitness trainer Zohra Mouhetta, ecco cosa ha realizzato l’agenzia:

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Direi che il benefit del “prodotto” è ben mostrato.

Fonte: Scaryideas


Zoo Safari: un’esperienza a stretto contatto

26 aprile 2009

Lo Zoo Safari di San Paolo, non è il solito zoo.

Gli animali  non sono richiusi in gabbie ma,come in un parco safari, vagano liberamente.

I visitatori, che circolano in auto, possono ritrovarsi ad avere contatti piuttosto diretti con gli animali.

L’agenzia DDB, per dare l’idea della particolarità di questo zoo, ha ideato una campagna di stickering.

Degli adesivi elettrostatici sono stati fissati sul parabrezza di autovetture parcheggiate, a voler dare un primo assaggio dell’esperienza che un visitatore del parco si troverebbe a vivere.

L’effetto realistico degli sticker, dà l’impressione che l’animale sbirci all’interno del veicolo.

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Fonte: scaryideas

La città di San Paolo, aveva già assistito ad azioni non convenzionale per lo Zoo Safari realizzate dalla DDB.

Qualche anno fa,  alcuni ragazzi passeggiavano per le strade indossando queste t-shirt:

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Le magliette riportavano queste scritte: “Zoo Safari. Non sei mai stato così vicino ad un leone”“Zoo Safari. Non sei mai stato così vicino ad una tigre”.


Non in vendita

22 aprile 2009

In alcuni negozi americani, sono stati consegnati ai cliente delle ricevute di pagamento alquanto significative.

Appositamente stampate, raccontavano storie di maltrattamenti e sfruttamenti.

Una campagna ideata dalla Martin Williams di Minneapolis, che, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica verso problematiche gravi e purtroppo molto diffuse.

Vi progongo alcuni esempi:

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“Nel mio paese, una giornata di lavoro non faceva ottenere più di un giro in città. Così, quando mi è stato promessa un’istruzione in cambio di lavoro nei campi, mi sono sentito fortunato. Nessuna nella mia famiglia era andato a scuola. Non ho avuto nemmeno il tempo di dire qualcosa. Ho lavorato 14 ore al giorno. 472 giorni di fila. C’era un uomo che mi picchiava se non lo facevo. E l’unica cosa che ho imparato è che la schiavitù esiste ancora.”

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“Una ricevuta è una documentazione cartacea. Ed allora qualcuno saprebbe che sono stata venduta. A tre uomini un giorno mentre mia sorella era a lavoro. Per metà mese di affitto, il suo fidanzato ha lasciato che mi prendessero. Avevo 13 anni. Mi hanno picchiata. Avrei voluto sapere chi era il capo. Mi rapirono. Vorrei capire il mio lavoro. Sesso in vendita. Sono la prova vivente. Ma l’unica ricevuta è il corpo che desidererei non avere più.”

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“Mi hanno venduto il sogno americano. E io l’ho comprato. Hanno detto che avrei vissuto con una bella famiglia in New Jersey. Sarei andata a scuola e avrei aiutato a prendersi cura dei loro bambini. Invece, sono tenuta in una stanza con altre cinque ragazze. E mi vendo sessualmente per chiunque voglia pagare. Mia nonna è stata ad Auschwitz. Le hanno detto che stava andando a fare una doccia”

Fonte: Notforsale