Petal Veil: il guru del “Minimal Beauty”

8 aprile 2009

Due mesi, luglio ed agosto. In soli due mesi è riuscito a diffondere la filosofia della bellezza minimal- “Minimal Beauty“, della cura del sè attraverso i piccoli gesti quotidiani  . Di chi sto parlando? Petal Veil. Un guru dal grande carisma che durante l’estate del 2007 si è fatto conoscere per il suo approccio alla vita, per il Veil-pensiero, per la sua più popolare affermazione “Tutto comincia dalla cura del sè” e il suo saluto”namastè” dal profumo orientale . Il successo della sua filosofia minimal fu favorita dalla creazione di un sito a lui dedicato.

Si parlò di Petal Veil e della sua filosia nelle pagine delle maggiori testate giornalistiche, nacquero innumerevoli blog a suo nome, e-bay si popolò di foto autografate  e di kit di bellezza minimal. Inoltre si diffusero alcuni video delle sue terapie, ecco un esempio:

Il picco di successo lo ebbe grazie al suo “Care tour”, un tour che ha toccato 9 località italiane. Il suo motorhome lungo 12 metri ha ospitato circa 5000 ragazze  che gratuitamente hanno beneficiato di trattamenti di bellezza e dell’innovativo approccio al benessere e alla cura del corpo. Motivo ulteriore di attrazione fu la possibilità di partecipare a un casting per interpretare un film. Il guru era in cerca della protagonista del film da lui prodotto, una donna che incarnasse i principi e i valori della sua filosofia.

Alla fine del suo tour, in occasione del MTV Day, Petal Veil tornò in Italia e confessò la sua vera identità: attore italiano. Un falso guru, un personaggio finzionale ideato dall’agenzia K-events per la Lines nell’ambito del progetto Careworld. Era tutto un’ingegnosa messa in scena, un’astutissima strategia di marketing. Lo scopo principale era dare ascolto a migliaia di ragazze e diffondere i valori della cura del corpo, cogliere i bisogni e i desideri delle consumatrici entrando in contatto con il loro mondo. Petal Veil, nome che poteva sembrare alquanto particolare, ora risulta di immediata compresione. Infatti è la sintesi dei brand della lines Petalo Blu e Lines Velo.

Petal Veil non è solamente una farsa, un personaggio di fantasia, è uno strumento di dialogo tra la marca e le consumatrici, un testimonial di nuova generazione dal carattere olistico, una sintesi perfetta dei valori della marca.

Il Marketing Team Lines (realizzatore del progetto) dice: “Petal Veil è un archetipo che Lines ha voluto creare per offrire alle sue consumatrici, senza far riferimento diretto al brand, dei valori oggi trascurati: quelli di un benessere che parte dalla cura dei dettagli e dei piccoli gesti quotidiani, piuttosto che dalla ricerca di un corpo perfetto. con Petal Veil, inoltre, Lines ha inagurato un’inedita sperimentazione che si pone l’obiettivo di esplorare nuovi territori della comunicazione e riaffermare, in chiave innovativa, la sua vocazione all’ascolto delle donne”

Ora l’obiezione sorge spontanea. Il bersaglio è stato colto in pieno. La Lines attraverso questa azione è riuscita a carpire i bisogni delle consumatrici, a dare ascolto alle loro esigenze, ma non è stata fin troppo invasiva? Al posto di quelle ragazze non vi sareste sentiti presi in giro? Scoperto l'”inganno” la fiducia verso la marca non verrebbe messa in dubbio? A voi l’ardua sentenza…

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Silky Kumar

7 aprile 2009

Ho deciso, questo post inizierà con un video.

Allora? Cosa ne pensate?

Sicuramente vi starete chiedendo cosa centra questo videoclip con il guerriglia marketing. Si, il cantate è alquanto stravagante e curioso, “degno” di rilievo, ma perchè postarlo?

E’  giunto il momento delle spiegazioni. Nell’estate del 2007 in India si diffuse una vera e propria “Silkymania”. In pochi mesi Silky Kumar ebbe una popolarità inimmaginabile, divenne un vera star bolliwoodiana. Il videoclip del suo brano di successo “Scent of Desire” trasmesso ogni 20 minuti su MTV, un vero tormentone. Presente  su Youtube, Myspace e Facebook. Le fan impazzivano per lui. In programma un tour estivo per l’Asia  come dimostra questo video:

Poi la rivelazione. A settembre con grande sbalordimento generale si scoprì che era un fake, un falso. Presentato sotto forma di notizia fu annunciato che Silky Kumar era stato catturato e  consegnato alle autorità, il segreto del suo successo fu svelato: Silky era un dipendente di laboratorio e aveva rubato la nuova formula Axe. Spiazzando tutti si rivelò che si  trattava di un’azione promozionale della nuova linea della  Axe in Asia e ovviamente la notizia del suo arresto un ulterirore elemento della strategia, Silky Kumar è in realtà un attore.

Per chi volesse vedere lo spot per il lancio della nuova linea Axe ecco il link:  The Axe effect

Il concept era: Silky Kumar, uomo dal talento inesistente e incarnante tutti i difetti maschili, è riuscito ad ottenere popolarità e successo con le donne grazie alla nuova formula Axe, grazie all’ “Effetto Axe“. La creazione di questo personaggio e della sua storia  ha contribuito a rafforzare la promessa della marca  – l “Effetto Axe” e i vantaggio nel gioco del corteggiamento. Il buzz ha creato forte entusiasmo e coinvolgimento contribuendo al rilancio della Axe. Fu un’operazione di enorme successo, un approccio nuovo e innovativo di presentare il concetto di marca.

Silky Kumar non fu l’unico caso… To be continued


“Stewie uccide Lois”

3 aprile 2009

Questa volta un “falso” made in U.S.A. Un “falso funerale”.

I protagonisti sono i Griffin, serie d’animazione creata da Seth MacFarlane.  Chi conosce la serie, sa che il piccolo della famiglia, Stewie,ha sempre tentato in ogni modo di uccidere sua mamma Lois.

Nel 2007, per la promozione della puntata speciale n. 100 intitolata “Stewie uccide Lois”, la Fox ha inscenato il funerale della povera Lois, tristemente uccisa da suo figlio. Melrose Avenue fu attraversata dal carro seguito da un corteo funebre in cui persone disperate e in lacrime (dipendenti della Fox) distribuivano ai passanti candele e immagini di Stewie, l’autore del matricidio.

Le città scenario di questa spettacolare azione furono Los Angeles, New York e Chicaco.

Questo è un lampante esempio di come una situazione apparentemente chiara e di normale quotidianità, come un funerale, è sapientemente utilizzata ai fini promozionali!

“Quando Stewie si sveglia e scopre che Lois è partita per un viaggio senza portarlo con lei, decide che è giunta l’ora di attuare il suo diabolico piano…”


“La protesta dell’accappatoio”

3 aprile 2009

Per rimanere in tema del “falso” oggi ho scelto di pubblicare una “falsa protesta” inscenata nel Settembre del 2007 per le vie di Milano. Falsa perchè non fu una protesta contro lo smog delle grandi metropoli ma una singolare operazione di guerriglia marketing per il lancio del nuovo scooter della Peugeot Motocycles “Geopolis 400”.

Nei primi giorni di rientro dalle vacanze estive, alcune ragazze girovagavano per la città di Milano indossando solamente un accappatoi. L’effetto suscitato negli automobilisti imbottigliati nel traffico o fermi ai semafori fu sicuramente di sbigottimento e spiazzamento. All’iniziale curiosità e incredulità susseguì immediatamento la caccia all’artefice. Le ragazze, infatti, fermavano gli autobilisti esortandoli a un “risveglio dei sensi” e dichiaravano a chiunque fermassero “per un mondo più pulito, passa alle due ruote”.

La notizia si diffuse velocemente per le strade, in tv e soprattutto in rete grazie ai tanti video amatoriali dei passanti.

Dopo alcuni giorni, nella seconda fase dell’operazione, la Peugeot Motocycles uscì allo scoperto. In linea con il primo attacco le ragazze in accapatoio invasero la città  nelle zone  ad altà densità di uffici nell’ora di pranzo.Questa volta, però,  totalmente brandizzate e a bordo dell nuovo scooter Geopoli400.

Una volta compreso il senso delle bizzarrie dei giorni precedenti gli automobilisti si mostrarono incuriositi dalle caretteristiche del nuovo prodotto.

“Il nostro intento era quello di portare in strada, nel suo luogo naturale, il prodotto che volevamo lanciare, lo scooter Geopolis 400. Abbiamo voluto comunicare una sensazione di libertà assoluta e benessere attraverso le ragazze sulle due ruote. E per evitare un appiattimento della nostra idea abbiamo puntato sulla sorpresa e sull’interazione con i consumatori. L’operazione ha catalizzato l’attenzione dei media, delle varie internet community, ma soprattutto del pubblico che abbiamo incontrato nelle città coinvolte” (Fabio Wilhelm Indivia, direttore creativo dell’agenzia Choice Milano e ideatore dell’azione)

Nella seconda fase inoltre la Choise Milano realizzò e diffuse il videoclip finale che vi ripropongo:


“Vacanze a Ufo”

2 aprile 2009

Direi che miglior inizio non ci possa essere.

Si tratta di una delle prime e riuscitissime azioni di guerriglia realizzate in Italia.

La campagna pubblicitaria, ideata dalla Regione Emilia Romagna per la promozione del turismo in riviera per l’este del 2001, aveva come immagine una flotta di dischi volanti che avvista l’Emilia Romagna. Lo slogan era “Vacanze a Ufo” e il sottotitolo “Siamo in grado di accogliere qualsiasi tipo di turista”

Per dare maggiore rilievo e rilanciare questa campagna il Comune di Riccione decise di realizzare una serie di eventi ed azioni comunicative (dalla festa dal sapore alieno, alla mappa della città per extraterrestri fino a gadget e pieghevoli) raccolte dal claim “Riccione: Ultimo pianeta della Terra”. La realiazzazione degli eventi seguiva un calendario basato su un preciso concept narrativo: arrivo dell’alieno, orientamento sul pianeta, contatto con i suoi abitanti e socializzazione.

Proprio nel concretizzare l’arrivo dell’alieno il guerriglia marketing.it (prima organizzazione italiana che si occupa di guerriglia marketing) diede vita ad un falso evento che ancora oggi è menzionato nel marketing italiano. Misero in scena un falso atterraggio Ufo nei pressi dell’Aquafan.

L’azione si svolse in quattro fasi:

1. Realizzazione delle tracce: nella notte tra il 25 e il 26 Luglio furono realizzati tre cerchi di circa due metri di diametro tracciati con un particolare acido che garantiva una alta visibilità

2. Lancio dell’allarme: a dare l’allarme fu il custode del parco, ovviamente complice dell’azione. Successivamente l’ufficio stampa dell’Aquafan rilanciò la notizia grazie alla presenza nel parco in quei giorni degli speaker di Radio Deejay. L’ufficialità dell’ “extra-evento” fu sancita con la recinzione della zona da parte dei carabinieri.

3. Pilotaggio dei media: la notizia in poco tempo si diffuse in tutte le redazioni dei quotidiani locali e fu prontamente indirizzata sulla pista ufologica. Non fu creato un eccessivo allarmismo al fine di evitare l’effetto boomerang in fase di rivendicazione. Per dare veridicità alla notizia furono per di più rilasciate interviste da esperti ufologi e testimoni “complici”.

4. Rivelazione: la beffa fu svelata il giorno successivo attraverso una conferenza stampa che, oltre a rivelare la beffa, presentava l’iniziativa “Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra”

L’obiettivo fu pienamente raggiunto: ottenere la massima visibilità sulla stampa locale e nazionale e rafforzare al contempo l’immagine di un comune giovane, attivo e propenso alla sperimentazione.