Business card da sciogliere

15 luglio 2009

Molte volte la bussines card, uno strumento ordinario e convenzionale, riesce con un pizzico di inventiva a veicolare alla perfezione ogni tipo di messaggio.

In questo caso la Leo Burnett di Toronto aveva l’incarico di pubblicizzare Derek Michael Royer, un massaggio-terapeuta.

L’agenzia ha deciso di puntare sul compito principale che un professionista di questo settore si trova a svolgere: sciogliere i nodi muscolari. Ed ecco, per conoscere tutte le informazioni sul terapeuta i clienti si sono ritrovati a dover sciogliere il nodo fatto a questo biglietto da visita su tela.

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Fonte: Ibelieveinadv


Un esempio di brand entertainment: Mc Donald’s

16 maggio 2009

Di fronte ad un consumatore sempre più consapevole, informato, deciso e soprattutto diffidente, la leva su cui il brand deve agire è il coinvolgimento emotivo. Sono le emozioni, è ciò che la marca trasmette a determinare le scelte d’acquisto. La promessa non deve essere più incentrata su un benefit funzionale-materiale, o almeno non solo. Quello che la marca deve offrire è l’ingresso nel suo mondo di valori.

Si parla sempre più di brand entertainment, un brand che attraverso il coinvolgimento e il divertimento stabilisce una relazione con il proprio consumatore basata sulla fiducia e l’ascolto. Il consumatore passa dall’essere un soggetto passivo all’essere parte attiva. Diventa protagonista interagendo e agendo in prima persona.

Intrattenere e divertire, quindi, risultano essere dei requisiti essenziali per la creazione di un’esperienza olistica nel mondo della marca. Un’esperienza che rimanga impressa nella memoria e riemerga inconsciamente durante il processo decisionale. La costruzione di momenti piacevoli da vivere insieme al brand evita che quest’ultimo venga vissuto come un elemento di disturbo o di interruzione.

Un esempio eccellente ci proviene dal leader dei ristoranti fast food: Mc Donald’s.

Piccadilly Circus è tra le piazze più celebri di Londra. Conosciuta particolarmente per i display luminosi e le insegne al neon, è un luogo di ritrovo che conta un flusso di un milione di londinesi e turisti la settimana.

Qualche giorno fa, per la catena di cibi veloci più famosa al mondo, la Leo Burnett ha  ideato  una nuova campagna e tra i vari display è comparso un maxi-schermo che invita i passanti ad interagire con le immagini che si susseguono sullo schermo.

Non finisce qui. All’offline il re degli hamburger unisce l’online e la condivisione. E’ possibile infatti caricare le stravaganti foto su Flickr, diventare fan di McDonald’s Piccadilly Circus su Facebook e visitare il sito.

Mc Donald’s questa volta davvero i’m lovin’ it. 🙂


Magari fosse così semplice…

29 aprile 2009

Di business card originali e simpatiche ultimamente se ne vedono di tutti i tipi.

Questa volta è la Leo Burnett di Dubai a idearne una davvero molto divertente. Per promuovere un programma di formazione personale del fitness trainer Zohra Mouhetta, ecco cosa ha realizzato l’agenzia:

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Direi che il benefit del “prodotto” è ben mostrato.

Fonte: Scaryideas


La Società Internazionale per i Diritti Umani contro la lapidazione

29 aprile 2009

La lapidazione è una disumana pena di morte ancora diffusa in molti stati islamici come Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen. E’ una condanna inflitta anche per banali “crimini” come la prostituzione e l’adulterio.

La Leo Burnett di Francoforte per la Società Internazionale per i Diritti Umani (ISHR) ha realizzato questa campagna per dunuciare queste barbare esecuzioni.

Le pietre, arma usata per uccidere i condannati, in questa campagna diventano lo strumento comunicativo. L’intento è esprimere che ci sono molte ragioni contro la lapidazione quante sono le pietre che compongono ogni muro.

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“La quantità di pietre usate per uccidere Zhaleg”: è la traduzione del messaggio che compare sul manifesto.

Fonte: Osocio